Paradise beach



In riva alle principali spiagge di Phuket si possono vedere ancorate le tipiche lunghe barche chiamate "long tail". Sono preposte a condurre i visitatori in altre spiagge minori per trascorrervi la giornata. Non sono gite organizzate. Ognuno può prendere contatto e chiedere di essere accompagnato dove meglio crede.
Spesso alcune spiagge vengono pubblicizzate dagli improvvisati conduttori turistici mostrando semplici cartoline e pattuendo un prezzo. Un fai da te che farà sempre trascorrere al turista una giornata perfetta.
Noi eravamo sulla spiaggia di Patong e chiedevamo, quasi tutte le mattine, di essere trasportati su una spiaggia diversa. Si perché ogni spiaggia ha la sua particolarità, la sua bellezza, la sua personale atmosfera.
Siamo stati fortunati, il compagno della mia vita ed io, quest'anno perché abbiamo potuto trascorrere un'intero mese a Phuket e quindi ammirare anche gli angoli più inesplorati dell'isola, raggiungendoli sempre via mare.
La prima spiaggia di cui parlerò si fa chiamare "Paradise Beach" ed è davvero un piccolo lembo di paradiso. Dista solo un quarto d'ora da Patong Beach e vi si approda con il sorriso gioioso dei suoi pochissimi ospiti locali. Chi ci aiuterà a scendere, chi ci condurrà ad una fila di lettini allineata e chi sopra vi ci stenderà il nostro asciugamano per un pugnetto di euro.
E' una piccola insenatura Paradise che ha come sfondo al blu del cielo e al colore smeraldo del mare lo scenario lontano di un'altra parte dell'isola. Gli alberi sono giganteschi e arrivano fin sopra la spiaggia allargando le loro fronde immobili. L'ombra è naturale e il mare degrada dolcemente verso la profondità.


L'acqua, inutile dirlo, ripete come ovunque intorno alle isole coralline una trasparenza incredibile fino a parecchi metri di profondità e la spiaggia imprigiona le nostre orme ad ogni passo, tanto la sabbia è di una finezza quasi impalpabile.
Sole e mare, relax e nuoto, passeggiate lungo la spiaggia e raccolte di conchiglie.
Inoltre, per quanto piccola sia questa spiaggia, è una delle poche a possedere servizi igienici veri e propri più che puliti e un bungalow che accoglie i visitatori ad ogni ora del giorno per offrire un ottimo pasto tipico e bibite fresche.
Nel tardo pomeriggio la barca apparirà puntuale per venirci a riprendere e ricondurci verso il punto di partenza.

Si, Paradise Beach è un vero piccolo paradiso immerso in un Paradiso senza fine.



Freedom beach



Freedom Beach"Mi piace il nome "Freedom". Libertà. Si, mi piace molto e quindi anche la spiaggia deve essere per forza bellissima" mi dico mentre mio marito pattuisce un prezzo con il solito barcaiolo che, solo due giorni prima ci aveva condotti a Paradise Beach. Pattuisce si, ma scende di poco sul prezzo, perché la richiesta è veramente misera se paragonata ai prezzi richiesti da noi, solo quale pedaggio di un tassì e per un cortissimo tratto.L'ex marinaio sorride e mi aiuta a salire sulla Hang yao (long tail). Il compagno della mia vita è già sull'imbarcazione. E' diventato nuovamente agile come una gazzella da quando è a Phuket. Lo guardo?abbronzato com'è, mi dico, è uomo attraente?tutto rende felice qui anche un pensiero!
Il mare, mentre ci allontaniamo dalla riva di Patong Beach dall'acqua trasparente e chiara, diventa subito profondo e ombroso. L'imbarcazione ora, rasenta la costa e lotta con le onde quasi in burrasca?strano c'è un sole accecante...l'aria è tranquilla e serena...
Vedo la Star Flyer ormeggiata al largo avvicinarsi sempre di più,e mi agito?gesticolo, mi alzo sull'imbarcazione, barcollo, ricasco seduta...Il nostro "marinaio" segue le mie acrobazie, riconosce l'entusiasmo di una signora un po' pazzoide e ne intuisce i desideri, così rallenta e circonda il clipper in modo ch'io possa ammirarlo da vicino.
La nostra piccola imbarcazione gli gira intorno più volte in virate sempre più ravvicinate che ci portano quasi sotto di essa adesso..facendoci sentire una piccola mezza noce al suo confronto ...
Il clipper ! Ne ho tradotto un racconto alcuni mesi fa e da allora l'ho sognata?ed eccola lì . Si lasciava quasi toccare, la 4 alberi favolosa con le vele ammainate e il deserto assoluto sulla sua plancia. La circondammo due, tre o quattro volte ancora prima di riprendere il largo, passare in distanza davanti a Paradise beach girare l'angolo di un'insenatura e?miracolo dei miracoli ritrovare un oceano calmo e tranquillo come una tavola!
Ed eccola l'insenatura di Freedom sbucare da un mare di verde. Una mezza luna di sabbia davanti a noi , sempre più vicina, perfetta, tutta da indovinare come il disegno di un bambino...
A una cinquantina di metri dalla riva ci lasciamo scivolare in acqua, alta ancora mentre la " barchetta" porta a riva due borsoni pieni di libri, che non leggeremo, e di abbronzanti con cui ci faremo un massaggio distesi sotto una palma.
Una donna locale, piedi nudi sul bagno asciuga, è già venuta incontro all'imbarcazione, prende gli asciugamani e le borse dalle mani protese di Poh. Poi il nostro accompagnatore si volge verso di noi e aspetta che giungiamo a riva nuotando.
Al nostro approdo vediamo la donna correre con i nostri oggetti sulla sabbia bollente, verso uno dei tanti ombrelloni ancora chiusi allineati lungo un filare di palmeLa raggiungiamo e troviamo un "lettino" già pronto. Ringraziamo gentilmente, mentre Poh ha già girato l'imbarcazione pronto a riprendere il largo. Con una mano alzata ci mostra quattro dita aperte. "O.K" gli rispondiamo formando con i nostri pollice e indice un cerchio. Ciò vorrà significare che egli ritornerà a riprenderci alle ore 16?e ora? Ora tutta libertà!
"L'abbronzante" mettiti l'abbronzante..."il cappello" mettiti il cappello...
Macché cappello?macché abbronzante...entrambi noi, il compagno della mia vita ed io siamo di nuovo in acqua. E' troppo invitante questo mare, carezzevole la sabbia sotto le piante dei piedi bagnati, affascinante il movimento lento e curioso di una miriade di pesci multicolori che subito ci circonderanno, accattivante la foresta intricata della barriera corallina li a portata di sguardo e di fantasticherie...
Passa così un'ora tra uno scherzo in acqua e una nuotata veloce al largo?.Intanto sopraggiungono altre barche e la spiaggia si anima, ma di poco, al nostro ritorno verso l'ombrellone rimasto chiuso, non verremo minimamente disturbati. Si parla a bassa voce qui come per un rispetto verso l'immensità della natura...
E' bella la spiaggia, larga e pulita. Dei cartelli infilati in canne di bambù sull'arenile ci invitano a mantenerla tale in più lingue. E come si potrebbe fare altrimenti? Noi siamo ospiti qui.
"Si fa una passeggiata?" chiedo. E questo per noi vuol dire andare alla scoperta dell'isola, scrutarla e curiosarla in tutto con le nostre possibilità.
Freedom ha una particolarità diversa dalle altre spiagge. Una scalinata è stata scavata lungo la montagna che si innalza dietro la spiaggia i cui scalini si perdono nella giungla?.ma fin dove è stato possibile ci siamo arrampicati. E dall'alto ci ha accolti una visione mozzafiato, un panorama superbo che ci ha proiettati verso un Eden che credevamo ormai per sempre perduto. Palme altissime e fitte si incrociano con cespugli e piante selvatiche e fiori e banani e orchidee selvatiche e nel nostro camminare incontriamo cocchi che ormai hanno radicato sul terreno producendo nuove piantine?E tra la fitta vegetazione, spiragli da cui si intravede la spiaggia larga sottostante e un azzurro del mare che si mischia con il cobalto del cielo. Più in là dei massi enormi di lava antica e levigata dalle maree e in fondo una spiaggetta abbandonata e un'altra e un'altra ancora. Deve essere stato davvero così i paradiso!Scatto decine di foto, W. Fuma una sigaretta aspirando lentamente?.Entrambi tiriamo un lungo respiro che ci congiunge con il respiro dell'eternità.
http://www.thaiweb.it/home_file/img/nui_jungle/1.jpg Riscendiamo infine e il resto della giornata passa tra una nuotata, un osservare dei ragazzi che giocano con una palla di ratan in un boschetto ripulito mentre altri locali dormono su amache improvvisate . Poco lontano c'è una palafitta senza pretese dove si mangerà un ottimo thai fried rice e si potrà bere della birra fresca o la famosa spremuta di mandarini che mi piace tanto. Il proprietario è un mezzo sangue cino-thailandese, molto anziano e alquanto sveglio. Controlla una piccola tribù di donne al suo servizio e non manca di chiedere in ottimo inglese a tutti i commensali il loro luogo di provenienza. Sono molto curiosi i locali, quanto e forse più di noi nei loro confronti.
Le quattro fanno presto ad arrivare purtroppo, e già arriva la bassa marea?.Vediamo Poh e la sua barca da lontano e ci avviciniamo nuovamente alla riva aspettando il suo approdo...
"L'ultimo bagno?"
"Uno, due tre via?!" e di nuovo a ridere e scherzare tra i flutti mentre sulla spiaggia un cane randagio, arrivato chi sa come fino a qui, già si è accucciato sui nostri asciugamani.
"Ciao Freedom"
"Ciao Libertà! E' stato bello poterti ammirare!"



Testi e Photos: Diana Pasetti

Jungle beach



Proseguendo la ricerca degli angoli più reconditi della Perla delle Andamane, ci siamo imbattuti in un piccolo lembo di sabbia lontano dal frastuono delle moto d'acqua e privo di sdraio ed ombrelloni. Un caso molto raro in quest'isola che ha ormai consacrato la sua anima tropicale all'industria del turismo.
Raggiunta via terra la pur sempre splendida Nai Harn Beach, la strada piega a destra dirigendosi verso l'ingresso dell'imponente complesso del Phuket Yacht Club. La maggior parte dei visitatori fa qui marcia indietro, intimidita dalle sfarzose uniformi del personale dell'albergo.
Se, invece, si supera il cancello dell'hotel si potrà notare che la strada prosegue passando sotto la struttura alberghiera e sbucando dopo un centinaio di metri in una stretta strada sterrata che costeggia il mare.
Dopo aver percorso circa un chilometro e dopo una breve salita, si affronta una ripida discesa che conduce nel folto degli alberi fino a raggiungere il mare.
Ecco Jungle Beach !
La piccola spiaggia, in parte occupata da grossi scogli levigati dal mare, si estende immediatamente a ridosso della fitta vegetazione, mentre davanti si apre l'incredibile scenario di Nai Harn e del promontorio di Laem Phronthep.
I suoi fondali, immediatamente degradanti al contrario di molte spiagge dell'isola, custodiscono splendide madrepore e formazioni coralline, i pesci, di ogni forma e misura, nuotano vicino alla riva senza paura, a volte formando delle vere e proprie nuvole colorate.
La sabbia, sebbene spezzata dalle formazioni rocciose, è fine e leggera e consente di riposare al caldo sole tropicale.
La gente ... non c'è !! Nel giorno della mia recente visita in tutta la spiaggia che ha una lunghezza di circa 100 metri, non c'erano piu' di dieci persone, la maggior parte delle quali aveva raggiunto la spiaggia con il tender di bordo dai vari yacht alla fonda davanti a Nai Harn.
Un piccolo e ben ombreggiato ristorante completa la scena. Qui è possibile gustare a prezzi modici semplici piatti thai o occidentali.
I vari tavoli sono disposti in parte sotto una tettoia di legno ed in parte sotto le ampie foglie degli alberi.
Ideale compimento della giornata, dopo un buon bagno ristoratore, un ottimo piatto di "fried rice with crabs" accompagnato da una buona bibita ben ghiacciata, mentre il profumo del mare accarezza la pelle.


Giorgio Nastri



Nui Beach



C'ero già stato alcuni anni fa. Al ritorno da una battuta di pesca d'altura, la barca aveva gettato l'ancora davanti ad una meraviglia della natura, una piccola baia color smeraldo che racchiudeva una spiaggetta completamente circondata da palme da cocco.
Allora non conoscevo il nome e non ero nemmeno sicuro che questo spettacolo fosse ubicato sull'isola di Phuket, visto che erano diversi giorni che navigavamo tra isole tutte di sogno.
Quest'anno ero deciso a ritrovarla, ma come ? Doveva trovarsi probabilmente tra Kata e Ao Chalong e la soluzione più semplice sarebbe stata quella di noleggiare una barca e bordeggiare la costa alla ricerca di questo piccolo gioiello, ma sarebbe stato tutto troppo banale.
Perchè, invece, non cercare di raggiungerla via terra, magari passando in mezzo alla jungla, scendendo ripidi percorsi sospesi tra l'azzurro del cielo ed il blu del mare ?
Eccoci a bordo di una piccola jeep che arranca sulla ripida strada che conduce verso Laem Phronthep, teniamo d'occhio le stradine ed i viottoli che scendono verso il mare, ogni tanto ne proviamo una per poi ritornare sulla strada principale non appena ci accorgiamo che non porta da nessuna parte.
Ad un certo punto uno strano cartello attrae la nostra attenzione: indica un percorso ... per elefanti.
Beh ... se ci vanno gli elefanti ci andranno anche le nostre quattro ruote !
Posiziono il selettore su 4WD e su LOW GEAR, ci ritroviamo a percorrere una strada sterrata che diventa sempre piu' ripida e stretta. Come avevamo sognato, banani, palme da cocco arrivano, in alcuni punti, quasi a formare una verde galleria. Percorriamo qualche chilometro e quindi arriviamo ad un piccolo gruppo di costruzioni quasi a ridosso della spiaggia.
C'è da pagare un biglietto di ingresso, 200 THB, poco piu' di 5 €, in quanto la spiaggia è privata, ma nel prezzo del biglietto sono inclusi ombrellone, sdraio ed un drink.
La spiaggia è proprio come me la ricordavo, forse un poco più attrezzata, ma ancora vivibile e pulita.
La maggior parte dei clienti arriva via mare, con le long tail boats che partono da Kata o da Rawai; al loro arrivo diversi addetti, addirittura collegati tra loro con piccoli walkie talkie, corrono al rispetivo "posto di manovra", chi tiene ferma la barca, chi aiuta i turisti a guadagnare la riva, chi prepara ombrellone e lettino, chi si avvicina con un drink di benvenuto.
La sabbia non e' bianca e fine come quella delle isole più al largo, ma è pulita e priva di ciottoli; degrada velocemente e, già a pochi metri dalla riva, l'acqua è abbastanza profonda. proprio questa caratteristica rende Nui Beach ideale per lo snorkelling, i fondali, ricchi di madrepore, coralli e gorgonie, sono letteralmente pieni di migliaia di pesci di ogni colore e taglia che circondano il visitatore e che non disdegnano l'offerta di pane direttamente dalle mani del nuotatore.
La spiaggia è sovrastata da un curioso bar posto sopra un'alto scoglio che divide l'arenile in due parti, un piccolo, ma ben attrezzato, ristorante offre una bella zona d'ombra dove e' possibile gustare una discreta cucina thai.
Un piccolo ruscello è stato sapientemente incanalato per formare alcune docce naturali dall'acqua fresca e frizzante.


Attualmente sono in costruzione alcuni piccoli bungalows in materiali naturali che consentiranno a chi lo desideri di fermarsi in quest'angolo di Paradiso anche per piu' giorni.
Mentre siamo distesi all'ombra, comprendiamo il significato del cartello che avevamo trovato all'inizio del nostro "viaggio", una coppia di elefanti, sapientemente guidata, si aggira tra gli ombrelloni alla ricerca di eventuali passeggeri da riportare verso la sommità della costa, ad un certo punto uno dei pachidermi, il piu' giovane, non resiste alla tentazione di un buon bagno in mare in mezzo ai vari bagnanti.
In breve il sole inizia la sua parabola discendente, abbiamo ancora il tempo per un ultimo bagno, un'occhiata alla foresta che arriva fin sulla spiaggia, una buona doccia ed un altro drink dissetante. Poi dovremo rimetterci in marcia, sperando che la jeep riesca a superare la polverosa e ripida salita che ci riporterà sulla strada principale.
Stiviamo pinne, maschere e asciugamani, mettiamo in moto e via. La macchina inizia lentamente a salire e, a poco a poco, la spiaggia si fa più piccola e lontata. Arrivati sul crinale, ci fermiamo un attimo ad osservare quel piccolo lembo dorato laggiù in riva al mare.
Sawasdee Nui !

Photos dal Web Testo: Giorgio Nastri

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