Mekong, il fiume dei templi

 



"Senza dubbio nessu altro fiume di pari importanza ha un carattere piu' singolare" così scriveva nel 19° secolo l'esploratore francese Francis Garnier a proposito del Mekong, il fiume più lungo del Sud Est Asiatico.

E questa e' una definizione ancora attuale per descrivere non solo il fiume, ma anche l'intero Nordest della Thailandia di cui il Mekong costituisce il confine nord orientale.

Comprendendo il vasto altopiano del Korat, l' Isaan è una regione intensamente rurale e, al di fuori delle principali città, poco toccata dallo sviluppo moderno.
Per il viaggiatore il suo fascino è costituito dalle bellezze naturali e dai suoi splendidi siti storici.
L'Isaan è vasto, circa un terzo dell'intera Thailandia, e non può essere visitato completamente nell'arco di una breve vacanza. Tuttavia diversi tour operators forniscono l'opportunità di vedere e conoscere, almeno a grandi linee, i caratteri salienti della regione e, anche in modo autonomo, non sarà impossibile organizzate un viaggio nella Thailandia di nordest.

Con un volo di linea si può andare da Bangkok a Nakhon Phanom, una piccola e graziosa cittadina che trae beneficio dalla sua splendida posizione sulle rive del Mekong. Il passaggio dalla caotica atmosfera della Capitale alla pacata vita della città di provincia offre una senzazione di tranquillità deliziosa.
Nakhon Phanom è priva di monumenti importanti per cui non ci si dovrà sentire in colpa per il tempo passato pigramente a passeggiare nelle sue vie tranquille o contemplando il fiume che in questo punto è molto largo e maestoso, contornato dal panorama dei lontani monti del Laos.
Da Nakhon Phanom è raccomandata una visita ai dintorni della città dove si potranno veder alcuni villaggi di etnia Laotiana, le vaste risaie, i campi di cotone ed altri aspetti di quello stile di vita che caratterizza il Nordest e che offre immagini di una società non alterata dallo scorrere del tempo. E' difficile pensare che Bangkok è a poche ore da qui ed il "mondo moderno", con tutti i suoi difetti, sembra lontano anni luce.

Una valida scelta è prendere una barca per vedere da vicino la maestà del fiume. Per le genti dell'Isaan il Mekong riveste un ruolo integrale nelle loro vite, infatti da esso dipendono le coltivazioni di riso e buona parte del cibo presente nei piatti tipici della regione.
Il fiume è inoltre sempre presente nelle leggende, nelle credenze e nella cultura popolare.

Ritornati a terra, guidando per circa 50 chilometri, si raggiunge la piccola città di That Phanom, famosa per l'omonimo tempio, uno dei più famosi dell'area del Mekong, conosciuto anche come "Tempio del Destino".
Nel 1975 l'antica guglia (that) quadrangolare in stile Lao crollò in seguito ad un nubifragio. La causa del disastro furono sicuramente gli eventi meteorologici, ma sull'onda di antiche leggende fu opinione comune che ciò fosse un presagio di sventura per l'intero Laos; pochi mesi più tardi il Laos subì un difficile cambio di governo. La guglia, ora perfettamente ricostruita dal Thai Fine Arts Department, è una splendida struttura, leggermente differente dalle altre guglie visibili in Thailandia e, leggende a parte, visitare il complesso del tempio ed il museo accresce l'interesse in quello che è senza dubbio uno dei più notevoli monumenti thailandesi.

Poco oltre That Phanom si incontra l'ultima delle maggiori città dell'Isaan, Mukdahan.
Come Nakhon Phanom, la città è caratterizzata dal meraviglioso scenario del Mekong anche se, a causa dell'intenso traffico di merci attraverso il fiume con la città laotiana di Savannakhet, molto caratteristico e degno di una visita è il mercato cittadino. Qui si può trovare buona parte della produzione locale, tessuti tipici dell'Isaan ed altri prodotti di artigianato, insieme a numerose merci laotiane, cinesi e vietnamite di importazione diretta.

Il nostro viaggio continua a questo punto nella provincia di Ubon Ratchathani, la parte più meridionale dell'Isaan bagnata dal Mekong prima che il fiume lasci il confine thailandese addentrandosi nel Laos.
Qui la nostra base è nel piccolo distretto fluviale di Khong Jiam, a circa 75 chilometri ad est del capoluogo della provincia e luogo perfetto per riposarsi.
Da qui è possibile compiere un'interessantissima escursione a Pha Taem, una scoscesa rupe da dove si puo' ammirare un magnifico panorama del corso del Mekong con una famosa serie di pitture rupestri preistoriche: pesci, elefanti ed altri magnifici disegni datati tra i 1.000 ed i 3.000 anni fa.

La parte finale del nostro viaggio comprende una delle più spettacolari vedute dalla sommità del fantastico tempio khmer Khao Phra Viharn.
Prima che i Thai prendessero il controllo della regione nel 13° secolo, gli antichi Khmer controllavano saldamente buona parte di quello che oggi è conosciuto come Isaan. Tutt'oggi gli effetti della loro dominazione possono essere ritrovati nelle vestigia di numerosi templi di enorme bellezza estetica e culturale che nulla hanno da invidiare ai più famosi templi che si possono oggi ammirare in Cambogia.
Il tempio khmer Khao Phra Viharn venne costruito tra il tardo 9° secolo ed il 12° secolo sulla sommità di una collina alta 525 metri. La sua visita richiede un notevole dispendio di energie per compiere la salita, ma lo sforzo è ampiamente ripagato dal panorama. dalla stupenda architettura e dagli ornamenti del complesso del tempio che si estende per ben 850 metri. Un alone di mistero circonda inoltre alcune figure in rilievo scolpite nella roccia; benchè sicuramente rappresentino divinità o rappresentazioni religiose, questo lavoro di incisione non corrisponde affatto alle consuete figure mitologiche Thai o Khmer e la sua iconografia rimane tutt'oggi un enigma per gli studiosi della storia dell'arte.

Ritornando nel mondo moderno, è consigliabile spendere un pomeriggio per visitare Ubon Ratchathani, caratteristica e popolosa città di provincia.
Da qui in breve volo ci riporterà a Bangkok, concludendo così un indimenticabile viaggio alla scoperta del singolare e notevole carattere del Mekong e dell'Isaan.