Phi Phi Islands

 


Le isole di Phi Phi si trovano circa a metà strada tra Phuket e la penisola thailandese, e precisamente a 48 Km. a SE di Phuket ed a 42 Km. a SO da Krabi. Il piccolo arcipelago e' composto dalle due isole maggiori Phi Phi Don e Phi Phi Lae e dalle due isole minori Mai Phay e Yung (chiamate anche Mosquito e Bamboo).
L'isola di Phi Phi Don è l'unica che possiede strutture turistiche, mentre le altre, a causa della loro conformazione orografica, sono completamente disabitate.

Purtroppo alberghi, bungalows e ristoranti hanno ormai stravolto quello che doveva essere l'aspetto originale di queste isole che, tuttavia, è ancora in qualche modo possibile ritrovare a Phi Phi Leh almeno fino a quando il business del turismo e gli scempi apportati da comportamenti irresponsabili non avranno irrimediabilmente rovinato anche quel poco che rimane di quest'ultimo angolo di paradiso.

Nella nostra ultima visita, effettuata nel febbraio 2002, abbiamo purtroppo potuto constatare che la situazione è purtroppo notevolmente peggiorata.
Le strutture alberghiere, spesso con standard scadenti e discutibili, ma con prezzi assurdi, hanno occupato tutta la linea costiera di Ton Say Bay.
Decine di traghetti, provenienti da Krabi e da Phuket, scaricano giornalmente il loro carico umano di turisti che si accalcano attraverso il dedalo di stradine che attraversa il piccolo centro abitato.

Migliaia di persone affollano le spiagge rendendo questo ex-angolo di paradiso del tutto simile alle spiaggie nostrane durante la stagione estiva. Veramente desolante e' lo spettacolo di Loda Lum Bay al tramonto, quando la calca vociante si ritira come la marea, lasciando la spiaggia costellata di lattine, bottiglie vuote ed altra immondizia.
Maya Bay è diventata meta giornaliera di decine di motoscafi che, facendo rombare i loro potenti fuoribordo, gettano le loro ancore direttamente sull'arenile scaricando quindi centinaia di turisti e scacciando dall'acqua quelli che vi cercano refrigerio al sole bruciante.
Del luogo idilliaco, immortalato nel film "The Beach", altro non sono rimaste che montagne di lattine e di rifiuti, mentre la spiaggia, un tempo candida come la neve, è completamente cosparsa da neri residui di barbecue e di falò che gli emuli di Di Caprio accendono nelle ore notturne.

Phi Phi Don
L'isola principale è formata da due formazioni più o meno rocciose unite tra di loro da una lingua di terra pianeggiante dove sono è stata costruita, anche in modo selvaggio, la quasi totalità delle strutture ricettive locali.
La costa occidentale e' molto rocciosa e s'innalza a strapiombo sul mare mentre la costa orientale è prevalentemente sabbiosa e più pianeggiante ed atta ad ospitare sia minuscoli villaggi locali, sia bungalows per i turisti.
L'approdo principale dell'isola si trova ad Ovest della spiaggia di Long Beach a Ton Say Bay, qui i traghetti che giungono da Phuket e da Krabi sbarcano giornalmente centinaia di visitatori, la maggior parte dei quali si limita comunque ad una breve visita giornaliera dell'isola.
Nelle vicinanze dell'imbarcadero sono concentrate le attività commerciali dell'isola: in numero limitato fino a qualche anno fa, ora vi si possono trovare ristoranti, negozi di souvenir, diving e fishing centers, banche, cabine telefoniche, agenzie di viaggi, centri per massaggi, supermarkets e perfino un paio di panetterie francesi. Lungo la spiaggia stazionano a decine i taxi-boat e dalla battigia partono, con un frastuono infernale, le long tail boat che portano i turisti verso i bungalows della costa orientale e verso le splendide baie e cale delle isole vicine. La spiaggia continua verso est in direzione di Poh Cape dove ci sono anche alcune formazioni rocciose, questo tratto è solitamente affollato dai visitatori giornalieri.
Proseguendo a piedi tra alberghi, resort, negozi e pubs si giunge a Loda Lum Bay che offre una lunga spiaggia di sabbia bianca ed un fondale poco profondo specialmente durante la bassa marea. Subito a ridosso della spiaggia, in parte nascosti dalla vegetazione, ci sono moltissime strutture alberghiere e bungalows.
Sulle due punte che chiudono la baia si trovano due tra le spiagge più belle dell'isola: Nuy Bai a nord e Yon Ka Sem Bay a sud, quest'ultima sede di una non più folta colonia di scimmie. Dalla parte nord della spiaggia di Loda Lum Bay un sentiero in mezzo alla vegetazione sale verso il picco che sovrasta la baia. Un altro sentiero, ormai quasi impraticabile, attraversa le piantagioni di cocco fino a raggiungere l'estrema punta a nord dell'isola: Tong Cape. Questo promontorio, una volta isolato ed esclusivo, ospita oggi diverse ed imponenti strutture alberghiere e nella parte meridionale il villaggio dei Sea Gipsy o Zingari di mare che gestiscono un piccolo porticciolo nel lato ovest dell'isola, a nord di La-Na Bay.
Poco più a sud del villaggio si trovano strutture turistiche tra cui il Phi Phi Palm Beach ed un diving center. Stretta tra i due promontori che si protendono verso nord s'incontra La Na Bay, una piccola baia di sabbia bianchissima con acqua cristallina, quasi subito oltre la prima linea della vegetazione vi sono alcune abitazioni di pescatori.
Nella costa sud occidentale dell'isola si apre Wang Long Bay, forse la più bella baia di Phi Phi Don, un fiordo che entra dolcemente all'interno dell'isola. Un rifugio riparato dal mare e dai venti comunemente privo di gente con una minuscola spiaggia dove alcune piccole abitazioni locali ed una piccola grotta testimoniano l'attività locale di raccolta dei nidi di rondine.
Alla sera la tranquillità dell'isola è dissolta dalle note sparate a tutto volume dai vari pubs illuminati da migliaia di lampadine multicolori che richiedono notevoli sforzi ai grossi e rumorosi generatori diesel posizionati a ridosso dell'abitato.

Phi Phi Lae
Si trova a pochi minuti di barca a sud di Phi Phi Don ed è notevolmente più bella e selvaggia della sorella maggiore.
L'isola è completamente disabitata e priva di strutture. Gli unici segni dell'uomo sono una serie di canne di bambù, vecchie corde ed un piccolo pontile in corrispondenza delle grotte che servono esclusivamente alla raccolta dei nidi di rondine.
E' contornata da diverse spiagge spesso deserte mentre la parte centrale è costituita da una delle baie più belle di tutta la Thailandia: Maya Bay.
Fino a qualche anno fa era molto meno famosa e frequentata. Circondata da alte e ripide pareti rocciose, la sua spiaggia principale era letteralmente ricoperta di piante di dracaena e pressoché priva di piante d'alto fusto; questo tipo di vegetazione consentiva alla sabbia di non venire dilavata dalle piogge monsoniche, conferendo alla spiaggia un regolare degrado verso il mare.
Nel 1999 la Century Fox, forte di un'autorizzazione ad utilizzare la spiaggia per le riprese di alcuni esterni del film "The Beach", modificò radicalmente l'aspetto della spiaggia intervenendo con mezzi meccanici ed impiantando 60 piante di palme da cocco. Alla fine delle riprese, visto anche il mancato attecchimento degli alberi (molti dovevano venire sorretti con pali) ed anche in base a specifiche richieste dell'Autorità Forestale Thailandese, la società cinematografica tolse le palme cercando di riportare la spiaggia al suo stato primitivo.
Purtroppo la rete idrica, precedentemente stesa per il mantenimento delle palme, e gli scavi effettuati per metterle a dimora avevano minato il delicato equilibrio della spiaggia. Alle prime piogge la parte più esposta venne dilavata e trascinata in mare dando inizio ad un fenomeno erosivo di difficile contenimento.
Per approfondire l'argomento si segnalano i seguenti siti: The Bulldozer Movie, Footsteps on the Beach, On Location in Thailand, Fox News, BBC News Online.
Tuttora la baia è molto bella anche se, a nostro avviso, non raggiunge più la smagliante bellezza di qualche anno fa.
Purtroppo per godere ancora del paesaggio naturale è necessario essere sulla spiaggia nelle prime ore del mattino, quando la marea di imbarcazioni e turisti non ha ancora raggiunto il suo apice. Dalle 10 del mattino in poi, infatti, sarà ben difficile potre trovare un angolo di spiaggia libero o poter fare un bagno senza la paura di venir "affettati" dalle eliche dei fuoribordo.

Di fronte alla spiaggia principale vi sono altre due piccole spiagge isolate. Seguendo la costa dell'isola in senso antiorario, si arriva a Loh Samah Bay, una baia di notevole bellezza con fondali meritevoli di una visita. Nella sua parte orientale questa baia si trasforma in un fiordo denominato Phileh Bay.
Contornato da alte e scoscese pareti rocciose, la parte più interna di questa baia di rara bellezza presenta notevoli fondali ed una minuscola spiaggia quasi sempre deserta dove e' possibile attraccare con una piccola imbarcazione.
Proseguendo il giro, nel tratto antistante Phi Phi Don si apre la Viking Cave, una profonda ed ampia grotta con notevoli formazioni di guano. Al suo interno numerose e precarie impalcature di bambù agevolano la raccolta dei nidi di rondine. Vi sono anche alcune pitture rupestri di dubbia origine; la leggenda vuole che siano attribuibili ad antichi naviganti provenienti da occidente. La grotta è molto frequentata ed e' dotata di un piccolo pontile galleggiante cui attraccano alcune imbarcazioni di media grandezza che prelevano i turisti direttamente dai traghetti in arrivo.