Sognando una mano tesa





Alle mie spalle, al di lą della strada che confina con la spiaggia sono riuniti tutti i rumori del mondo.
Sulle mie spalle il caos di sensazioni, emozioni, rabbie folli , momentanei rancori, gioie immense, ribellioni inutili , passioni ardenti...dolori lancinanti.
Dall'altra parte della strada giunge una musica assordante, lą dove si perdono anime brucianti e corpi assatanati su strade polverose sporche, umide e mallodoranti.
Ci sono anche bambini che giocano alle mie spalle...donne che sorridono ai passanti dalla pelle bianca sognando il principe azzurro che verrą forse a liberale dalla loro miseria.Ci sono uomini che hanno lottato oggi come ieri dalle carnagioni troppo abbronzate per le fatiche subite sotto cocenti soli tropicali...esistono ancora speranze e i fiori riposano bellissimi richiusi in loro stessi dall'altra parte della strada.
Eppure io riesco solo a sentire il suono assordante di una musica infame...non riesco a concentrarmi su altro...non riesco e le lacrime mi scendono copiose in questa ricerca infinita di pace.
Mi sono ora seduta sulla spiaggia, al di quą della strada nella solitudine della notte. Le ginocchia tirate sono raccolte tra le mie braccia e mani che tremano,trema anche la schiena percuotendo un corpo minuto e fragile.
Fisso il mare dalle onde scure ormai, guardo al cielo e vedo una fredda luna stasera, poche le stelle. Duro da accettare un rumoroso silenzio interiore qui.
Sola...fisso le onde mentre un desiderio cocente mi prende...il desiderio di alzarmi per camminare incontro alle onde...e cercare il luogo del loro nascere lontano in mare aperto, su un oceano dove domani pur sorgerą l'alba con o senza di me.
Il pensiero poi si distrae, su una lunga figura che cammina lungo il bagno asciuga venendomi incontro forse..
Intravedo un uomo dai lunghi capelli lisci, una figura affusolata...delle mani in tasca di larghi pantaloni arrotolati lungo le caviglie, e un muoversi ondulatorio e calmo di passi sicuri. Mi par di conoscere quel modo di camminare e l'attenzione curiosa mi prende e distrae da desideri selvaggi..
La figura si avvicina mentre giro il viso dalla parte opposta per paura di mostrare lacrime tiepide anche se č buio...anche se la notte si fa sempre pił fonda, e di nuovo le onde mi ipnotizzano invitandomi ad un ballo con loro...un ballo forse senza fine.
E vedo una mano tendersi verso le mie adesso, una figura maschile in piedi a pochi centimetri dal mio corpo rattrappito...alzņ lo sguardo e indovino lineamenti incerti e un volto dalla dolcezza infinita rimane lą quella mano, immobile per un po', distesa nel vuoto, poi l'uomo si siede al mio fianco sulla sabbia ed entrambe le sue mani si posano sulle mie ancora appoggiate su ginocchia tremanti...sono calde, sono tenere, e io non le respingo.
Silenzio...silenzio nell'aria con il solo sottofondo delle onde intriganti mentre in lontananza si intravedono brillare tremolii di luci e ancora penso al terrore di vivere.
Chissą perché penso lui indossi scarpe da tennis, chissą perché lui stia pensando che io abbia paura...e sono i nostri pensieri a parlare a comunicare tra noi mentre tutto intorno é solo silenzio...
"Il mio primo viaggio é stato nella pancia di mia madre e da allora non mi sono fermato pił".
Sorrido e penso ad un bimbo ancora non nato che aveva voglia di latte al cioccolato ed io a berne tanto per darlo a lui...
"Eravamo diretti a Copenhagen...e faceva molto freddo allora...al contrario di qui"
Ed io rivedo la statua della sirenetta e me coperta fino all'inverossimile dal freddo che avevo...
"Poi sono venuto in Oriente per la prima volta da bambino e mi sono fermato qui, per sempre"
Ed io mi rivedo girare per il mondo con un bimbo per mano ed un giovane compagno per marito...rivedo New York e il mio stendermi in terra, sulla schiena, per fotografare interamente un grattacielo e l'isola di Manhattan ed il bimbo saltellare tra le prese d'aria calda sugli asfalti.
La ricerca di una fontanella che non c'era e la voglia di fare pipģ in bagni che non si trovavano..e i bar pieni di ubriaconi e i gabinetti pubblici luoghi di incontri pericolosi....e la cattedrale di San Patrick e un nero vecchio e rugoso che spazzava l'androne d'ingresso lo sguardo perso nel vuoto...
E l'Oriente...l'India ..il Taj Mahal....il corpo di un morto povero bruciato su un sol tizzone di legno e il suo lungo calvario per sparire nel nulla mentre i presenti si dividevano povere mutande ed una maglietta a brandelli...E il Fathepur Sicri e le scimmie dispettose e poveri corpi senza braccia e senza gambe trainati su carretti da altri corpi menomanti...e la bellezza delle donne racchiuse nella loro millenaria dignitą e la freschezza dei bimbi nel loro giocare come i coetanei di tutto il mondo...
Poi le Cascate del Niagara...le cascate dell'iguazł...le cascate Victoria...la cascatella vicino a casa mia...in toscana dove le trote nuotavano felici....
Tutto questo mi sorpresi a raccontarti e altro ancora in una notte che stava andando verso un altra alba, a te sconosciuto seduto al mio fianco su una spiaggia deserta in un tiepido luogo tropicale...e altro ancora...in un crescendo per non morire ...per aggrapparmi alla tua mano tesa adesso e implorarti di non lasciarmi andare...non lasciare che le onde prendessero il sopravvento sui miei tentennamenti di andar loro incontro...
E ti parlai della guerra...dei feriti che vidi. Ti parlai dei dolori che erano peggio delle ferite. Ti parlai delle stelle, dei sogni, delle isole radiose. Ti raccontai delle favole e della pace in cui ancora credevo...
E tutto ciņ che sentii di te mentre parlavo, parlavo...per non morire, era il calore delle tue mani, il tuo cingermi infine le spalle, avvicinare la tua testa alla mia tempia, il tuo viso bagnato dalla mie lacrime, il mio viso bagnato dalle tue. Infine sfiniti un tacere mio, un ascoltare tuo...e a tratti viceversa, anche attraverso i nostri pensieri.
E il tuo accennare una ninna nanna...forse Brahms...a labbra socchiuse e il mio addormentarmi sul tuo petto non pił di ragazzo ma di uomo coraggioso e leale.
Il sole alto bruciava nuovamente la sabbia quando ho riaperto gli occhi...intorno a me turisti curiosi...Mi sono voltata, ricordando... ti ho cercato con lo sguardo. Non c'eri pił...un po' pił in lą sul bagno asciuga giaceva una maglietta abbandonata, un paio di pantaloni larghi verdi, due scarpe da tennis ordinatamente appaiate.




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