Un mondo che cambia





Quando ero giovane avevo tanta antipatia per quelle persone che dicevano:
"ai miei tempi..." e raccontavano con rimpianto...
Ebbene io non rimpiango nulla anzi, di più, non vorrei tornare indietro nel tempo per tutto l'oro del mondo se questo significasse cambiare una sola virgola...e qui mi ricollego alla Thailandia..per forza maggiore perché sono cresciuta là e con lei....

Un giorno scrissi..."mi piace pensare che siamo creciute insieme"...ed é stato proprio così... siamo cresciute insieme la Thailandia ed io.
Qualcuno, che abita oggi a Patthaya mi chiede incuriosito com'era Patthaya 30 anni fa...e allora, con il pensiero, ritorno indietro e la vedo Ban Patthaya (con la H) Ban = villaggio allora e non City...
Era bella...era povera..era difficile..ed era forse l'unica località raggiungibile per un europeo e con difficoltà peraltro...
C'era la guerra nel Vietnam allora e la Thailandia era un territorio cuscinetto..Patthaya significava U-Thapao da dove partivano i B 52 ogni mattina per andare a bombardare il Vietnam e ritornavano la sera...
Per raggiungere Patthaya non c'era strada...solo un interminabile viale la congiungeva a Bangkok..una Bangkok provinciale con i templi meravigliosi di oggi ..con la stessa gente meravigliosa di oggi...
Per raggiungere Patthaya dunque e velocemente, occorreva costruire una strada...e ci pensò un italiano...un certo sig. Berlingeri...che a Patthaya costrui anche il primo e solo albergo...si chiamava "Nipa Lodge". Esiste ancora sul lungomare, confortevole e splendido...e unico..quindi noi "occidentali" alloggiavamo solo li..
Non c'erano altre possibilità....
Poi il signor Berlingeri, con l'innasprirsi della guerra confinante e delle divise in sosta a Patthaya ha pensato bene di costruire un altro albergo l'"Orchid Lodge" fatto a U...siamo stati tra i primi ad alloggiare nella prima ala costruita mentre le altre venivano terminate con fatica giorno dopo giorno...per noi intendo, mio marito..io e il nostro bambino...
Le scimmie entravano dalla finestra in camera nostra per giocare e rubarci gli indumenti distribuendoli sui più svariati rami del giardino...un continuo rincorrersi noi e loro..e dovevamo stare attenti perché nel parco ancora incolto e con altre ale in costruzione i cobra uscivano fuori da tutte le parti...allora il sig. Berlingeri penso bene di acquistare molte manguste...animaletti che vincono i cobra...
...una vita...già potrei davvero raccontarne ma qui non c'é spazio e forse nemmeno interesse...non so...
mi é venuto in mente così questa sera...se non parlo con voi della Thailandia con chi dovrei parlarne?
Brava persona il Sig. Berlingeri..aveva una bimba focomelica e fece tanto per promuovere l'orfanotrofio del posto...
Lo stesso luogo che ospitava molti dei bambini che di notte andavamo a salvare trovandoli sperduti un po' ovunque insieme agli adulti.... lungo le spiagge o le strade che confinavano con la Cambogia...
....e ci sono vissuta sette anni ...e mio figlio é tornato in viaggio di nozze là e noi ci siamo tornati ancora e ancora...e mi pare sempre più bella!

Ecco ...un piccolo e breve flash soltanto, mi sentivo di condividerlo.
E' una nazione che entra nella pelle la Thailandia...ed io che ho viaggiato nel mondo intero...che ho amato tanto i paesi più svariati e lontani...ho lasciato il mio cuore sulle spiagge di Re Bumidhol...
E se guardate bene ...sulla spiaggia in riva al mare...su qualunque spiaggia c'è scritto un nome sulla sabbia..un nome breve e fragile...il nome di una persona che la Thailandia l'ha amata tantissimo e che non ha fatto in tempo a conoscerla bene come me...come voi...
E così, quasi senza accorgercene all'epoca, diventammo ospiti della Thailandia noi tre: un ragazzo che era mio marito, una quasi bambina che ero io e un bambino che incominciava si e no a parlare e a crescere insieme a noi.
Peccato il non possedere più i vecchi passaporti sempre ritirati dalla questura al rilascio dei nuovi...potrei ora contare i viaggi che a memoria non ricordo quanti siano stati...potrei ricordare la stagione esatta del mio primo passo in terra Thai...ora ricordo solo l'anno.. 1968..o forse era il 69?
Il primo viaggio in Thailandia è stato del tutto casuale...il maritino aveva appena terminato il suo primo anno di lavoro con la T.W.A e questo ci permetteva di avere dei biglietti gratis con la compagnia aerea che allora viaggiava in tutto il mondo...Around the world...
Il primo viaggio lo dedicammo all'India W. ed io da soli, ed é stato quello l'inizio di un grande amore con l'Asia.
Non avevamo molti soldi allora e stavano, appunto terminando, prima della fine delle ferie quando pensammo bene di risalire a bordo e ...andare un poco più lontani...avremmo potuto dormire in aereo risparmiando una notte d'albergo e mangiare a bordo risparmiando sul cibo...e un poco più in là...c'era appunto... la "Thailandia".

Bangkok e avere vent'anni...
Bangkok i suoi templi dorati, le campane dal dolce suono mosso dal vento, un popolo gentile e quasi contadino...
Bangkok ed essere innamorati!
Bangkok e la vita tutta davanti con il sogno come realtà... la curiosità come passione...
Arrivai a Bangkok vestita con un saari indiano...la lascia indossando un meraviglioso sarong...
Un anno ancora sarebbe dovuto passare e poi...saremmo potuti ripartire alla volta del Sud Est Asiatico ...
E con una gioia tanto grande da fare scoppiare il cuore siamo risaliti, dodici mesi dopo, per la seconda volta sul volo in rotta per Bangkok...e questa volta eravamo in tre...
Già eravamo in tre....tre personcine febbricitanti ancora per un supplizio da poco subito..
Per poter raggiungere i paesi asiatici allora era d'obbligo sottoporsi alla profilassi anticolerica...oddio...ricordo ancora il terrore nel salire le scale dell'ufficio d'igiene a Roma per sottopormi, insieme ai miei ad una iniezione dolorosissima...un liquido che scende lento nel corpo insieme al male che aumenta sempre e il gridare "basta"...e ancora stringere i denti malgrado il dolore..perché quello era il prezzo da pagare per entrare in Thailandia allora..e noi conoscevamo quel dolore per averlo già provato..ma il bambino no....e mi sentivo in colpa per dovergli infliggere un simile male...e mi veniva da supplicare:
"no...a lui no"
...ma ancora ho stretto i denti con l'immagine negli occhi della gioia che gli avremmo poi potuto offrire...i giochi sulla sabbia incontaminata...il giocare a nascondino in una ciambella formata da una semplice copertone d'auto nei flutti dell'oceano...l'elefantino amico...le scimmie da rincorrere...i fiori e i loro colori tutti da scoprire, da odorare, da amare....ora però, ci avrebbero atteso alcune ore con la febbre alta come reazione al vaccino..le avremmo sopportate? E come?
Intanto ...il più era stato fatto...stringevamo il cartellino giallo tra le mani ridiscendendo le scale di un ufficio sanitario che mi pareva Auchwitz...ma avremmo imparato negli anni sucessivi, quando ci permettevamo un breve ritorno in patria...altroché se avremmo imparato..
All'italiana...ci siamo fatti fare un timbro come quello dello Stato...ci siamo comprati un datario...e abbiamo falsificato uno scarabocchio su un tutto inserendolo nelle successive pagine del nostro libretto giallo..
...già uno dei nostri tanti giochi. per non soffrire..e per poter continuare l'appassionante viaggio ai tropici..un viaggio che sarebbe diventato parte importante della nostra vita.
Nel Vietnam si stava consumando in quegli anni una delle guerre, non dichiarate, più atroci del 19esimo secolo....e la T.W.A ( Trans World Airlines) era in piena espansione.
Il compagno della mia vita conosceva l'inglese meglio di un professore di Oxford ed era un giovane molto molto in gamba...così, avendo sentito della sua passione per la Thailandia, paese confinante con uno in guerra, gli chiesero se avrebbe accettato un trasferimento a Bangkok...
Come accettato? Ma di corsa ci saremmo andati, ma c'era un però.
La posizione scoperta era quella di un terzo ufficiale di bordo ad altissimo livello, sarebbe stato disposto il maritino di allontanarsi spesso da noi per studiare negli USA e ritornare e studiare ancora a casa nel tempo libero? Inoltre ad ogni esame in cui avrebbe dovuto sottoporsi, circa ogni sei mesi, non avrebbe dovuto raggiungere un punteggio inferiore ai 58/60...
Cavolo se era duro quel "però"....e W. ce la fece....fino a diventare, in seguito, a 38 anni uno dei 5 europei ad avere il brevetto FAA.
Intanto...intanto eravamo andati ad abitare in Thailandia...a Patthaya....terra di nessuno e di tutti...terra di pescatori, avventurieri, dei "Cobra Princess" locali, ercenari americani, delle prime go go girles.
...il tutto condito da paradisi infuocati, natura selvaggia, mari dai colori incredibili, isole ancora senza nome e avventurieri in cerca di fortuna.



continua


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